“Ecco alcuni risultati per Google Nest Wifi”

In quest’ultimo periodo di quarantene, smart working e videolezioni, tutte le famiglie hanno riscoperto l’importanza di una buona connessione Internet domestica e quindi di un buon wifi. Per chi vive in un appartamento non troppo grande di solito non ci sono grossi problemi di wifi: il segnale che diffonde il modem-router che viene dato dal fornitore di accesso è più che sufficiente a coprire tutte le stanze. Qualche problema nasce quando si vive in una casa più grande, magari su più livelli, o anche in un’abitazione non troppo estesa ma con molti muri portanti in cemento armato o con pareti antiche e spesse. In questo caso il segnale wifi fatica ad arrivare in alcune stanze, oppure non arriva affatto. Questi ragionamenti valgono, a maggior ragione, per uffici, negozi o superfici commerciali che, per loro natura, possono essere molto grandi.

Per superare questi tipi di problemi, da tempo esistono i cosiddetti extender, accessori che si collegano alla rete del router e generano una rete “figlia” che copre un’area ulteriore. La gestione di questi oggetti non è sempre banale per chi è digiuno di questioni tecniche legate alle reti. Per questo negli ultimi anni sono arrivati sul mercato apparati che sfruttano il concetto di wifi mesh.

Che cos’è una rete mesh? È una rete wifi che agli occhi dell’utente risulta unica ma che in verità è formata da un gruppo di dispositivi che lavorano insieme: la copertura è generata da più dispositivi, collocati in punti diversi della struttura e per questo in grado di coprire un’area superiore rispetto a quella di un singolo router. In una rete wifi tradizionale, il telefono, il notebook, il dispositivo per la smart home sono connessi a un singolo router, da cui passano tutte le comunicazioni: più ti allontani dal router più il segnale è debole, fino a scomparire. Con un sistema mesh si può collocare un singolo punto d’acceso dove è necessario, in modo da avere sempre un buon segnale dove serve.

Chi già conosce Google Wifi scoprirà che Nest Wifi ne è l’erede. Che cosa cambia? Il concetto rimane lo stesso, ma Google ha inserito una novità gradita: tutti i “satelliti” per diffondere il wifi sono anche degli altoparlanti smart con l’Assistente Google. Naturalmente anche il design è tutto nuovo.

Il punto chiave del sistema mesh di Google è la semplicità. Il dispositivo principale non è un modem: va sempre e comunque collegato al modem-router fornito dall’operatore. Poi si installano gli (eventuali) punti di accesso supplementari nella casa, cercando di collocare questi satelliti in maniera strategica, in modo da coprire tutte le stanze nel modo migliore. In pochi minuti si porta a termine la configurazione tramite l’app Google Home. L’app omonima resta necessaria se si vuole entrare nei settaggi avanzati della rete wifi. Il 99% degli acquirenti di un sistema come Nest Wifi non avrà però bisogno delle impostazioni avanzate, accontentandosi degli automatismi previsti dal sistema.

L’app Google Home permette di accedere a tutte le funzioni principali con una grafica chiara e intuitiva. Si possono effettuare test per controllare la velocità di rete, attivare una rete Guest per gli ospiti e poi ci sono le interessanti funzioni di Parental control. È possibile impostare restrizioni di orario al funzionamento del wifi in base a certi orari o a certi dispositivi, si possono bloccare certi siti e filtrare la navigazione grazie a Google Safesearch. Se non ricordate bene la password e dovete collegare un nuovo dispositivo alla rete Nest avrete “mostra password” bene in evidenza. Potete poi dare priorità a un dispositivo e attivare una Modalità gioco che ottimizza il traffico di rete per Google Stadia. Accedendo alle impostazioni avanzate, come detto, verrete rinviati all’app Google Wifi. Qui potrete intervenire sui classici parametri dei router quali Dns, UPnP, gestione delle porte.

C’è da specificare che non bisogna aspettarsi miracoli. Non si comprano questi sistemi mesh per raggiungere chissà quali velocità fantascientifiche. Vi consigliamo di acquistare per lo meno il pack con 2 dispositivi (Nest router + 1 satellite) se avete problemi di portata del wifi. Dove invece non ci sono ostacoli si superano i 700 Mbps in download con una connessione in fibra FTTH. Google ha migliorato le performance di rete di questo Nest Wifi (è AC 2200, il router e AC 1200, i punti di accesso) rispetto alla precedente generazione Google Wifi (era tutto AC 1200), ma senza raggiungere comunque la qualità complessiva di Netgear Orbi che resta la soluzione più costosa ma anche più performante ad ora.

Chi è preoccupato per il design dovrà ricredersi. Tra le cose più piacevoli del set Nest Wifi c’è senza dubbio il design. Sia il router che i satelliti sono dei vasetti arrotondati, molto compatti, dal diametro intorno ai 10 cm (poco meno i satelliti e poco più il router). La plastica con cui sono costruiti è piacevole al tatto e per il 45% viene da materiali riciclati. Google ha pensato Nest Wifi per essere collocato su mensole e tavolini. Ben in vista e non nascosto come i classici, brutti router di una volta.

Bene da un lato ma male da un altro! Infatti le ridotte dimensione dei Nest Wifi portano con un sé un problema. Il router Nest ha solo una porta Ethernet disponibile, mentre sui satelliti non ve ne è neppure una. Quando si crea una rete mesh è molto pratico collegarvi i gateway per la smart home (termostati, luci smart, etc) e gli eventuali Nas domestici, in modo che questi apparati siano sempre controllabili da smartphone/tablet/pc, che gioco forza verranno agganciati alla rete wifi mesh (e non a quella del modem-router del provider, che non copre tutta la casa).

Altro punto di forza della soluzione Google è la parte audio. Gran bella idea quella di unire in un unico oggetto smart speaker e satelliti del sistema mesh che per fattezze sono molto simili. Questo permette di risparmiare una preziosa presa elettrica (non ce ne sono mai abbastanza) e di creare non solo un sistema per estendere il wifi ma al contempo anche sistema di audio multiroom. In più c’è anche l’assistente vocale (Google Assistant) sempre a portata di “Ok, Google”. Potete anche utilizzare l’Assistente per fare uno speedtest: basta chiedere “Qual è la velocità Internet?”.

Inoltre i satelliti del Nest Wifi sono ottimi per sentire podcast, webradio, audiolibri e musica. Però il router Nest non ha gli speaker, con una scelta non del tutto comprensibile. Dai punti di accesso è possibile effettuare o ricevere chiamate audio con Google Duo: i led integrati si accendono di colori diversi per le diverse funzioni (di blu per Google Duo).

Detto ciò vi lasciamo qui i prezzi e le disponibilità: Nest Wifi è disponibile nel pacchetto composto da un router e un punto di accesso al prezzo di 259 euro, mentre l’acquisto del solo router (che ha poco senso) Nest Wifi richiede 159 euro; i singoli punti accesso Nest Wifi richiedono altri 139 euro a pezzo. I componenti del predecessore Google Wifi restano compatibili con questa nuova versione. Vi lasciamo il link al Google Store per altre delucidazioni ed eventuali promozioni.

Fonte: www.malditech.corriere.it – Paolo Ottolina