Il 2 settembre 1956 un dirigente in pensione della AT&T, l’ingegner Harold Osborne, fece una straordinaria previsione per quei tempi! Il signore in questione non stava semplicemente immaginando il futuro, ma raccontando quello che i suoi colleghi stavano progettando nei laboratori della Bell. La notizia apparve sul mensile americano “Mechanix Illustrated” nato nel 1928 e la cui ultima edizione risale al 2001. L’annuncio fu piazzato ben in evidenza in copertina (anche se la notizia principale riguardava la costruzione con 500 dollari, di un’auto vera in legno, in grado di andare a 140 all’ora) e recitava: “Ecco come sarà il tuo telefono in futuro!”; accanto furono piazzate due foto di un qualcosa che era lontanissimo dall’aspetto dei telefoni dell’epoca ma a ben guardare invece assomigliava ai nostri odierni smartphone. Un oggetto tondo simile ad un orologio, della grandezza di una mano e senza fili, e che sullo schermo aveva delle icone (le nostre App?) e poteva diventare un piccolo televisore portatile.

E’ istruttivo rileggere oggi quelle previsioni, in alcuni casi molto dettagliate. Colui che scrisse l’articolo, Robert Beason, parlava al suo interno di funzioni touch, possibilità di effettuare videochiamate e sistemi di riconoscimento vocale. Insomma, sembra quasi che sessantacinque anni fa,  avessero, in maniera lungimirante, già previsto Siri e Facetime (per citare il mondo Apple).

Non tutto ciò di cui si parla nell’articolo si è realizzato (e a questo punto ci chiediamo se potrebbe!)Primo punto: “Il futuro delle batterie solari sarà colossale” diceva Osborne. Staremo a vedere. Il secondo è relativo al fatto che un giorno ogni bambino del mondo alla nascita avrebbe avuto un numero di telefono assegnato che avrebbe mantenuto per tutta la vita. Può sembrare una previsione mancata, come potrebbe sembrare proprio il concetto di identità digitale. Chissà… sicuramente però un testata giornalistica che si è rivelato profetica non c’è che dire!

Fonte: www.lastampa.it – Riccardo Luna